Dramma
Italiano
Tre atti. Dieci
personaggi. Dramma
Siamo a Fiume, nel 1948, in una casa dove coabitano varie famiglie. Polan, il
nuovo venuto, incontra Elsa, un’attrice che ha perso la capacità
di parlare per un’emorragia cerebrale. Mentre gli altri personaggi sono
nel dubbio se restare nella Yugoslavia di Tito dove si parlerà croato
o emigrare in italia, Polan si applica a insegnare di nuovo l’italiano
all’ex attrice muta.
Dalla
stampa:
“Edoardo Erba ha visto giusto. Quegli anni messi in scena raccontano senza eccessivo condimento che altera il sapore, la disperazione che è stata companatico di gente che, superata la guerra, si è trovata ad affrontare ancora un’altra battaglia… Ha colto nel segno senza esagerare, senza forzare, senza pateticità… (Carla Rotta, La voce del Popolo, 5 dicembre 2006)
Margarita e il gallo
Due atti. Cinque personaggi. Commedia.
Siamo
a Firenze nel 15O0. Per ottenere un incarico a corte il tipografo Annibale promette
di concedere l'intimità posteriore della moglie a un Visconte molto infulente.
Un'improvvisa defezione della donna la sera dell'appuntamento costringe il tipografo
a servirsi per lo stesso stesso scopo di Margarita, la bella serva appena venuta
dalla campagna. Margarita, che è figlia di una strega, capisce l'antifona
e non sapendo come cavarsi d'impiccio, tenta una carta disperata: prova a trasformarsi
in Annibale con l'incantesimo che ha visto fare a sua madre. La magia ha successo.
Dalla
stampa:
"... scrivere una commedia in stile rinascimentale, in bilico tra l’Aretino e Macchiavelli, con tanto di intreccio piccante, la giusta dose di beffa, un linguaggio basso per i servi e uno alto per i padroni è una sfida che Edoardo Erba ha pienamente vinto......" (Magda Poli, Corriere della Sera, 26 Marzo 2006)
" ... un prodigio di agilità e leggerezza da parte dell’autore..." (Nico Garrone, La Repubblica, 6 Marzo 2006)
"... Erba possiede intelligenza, felicità di scrittura, e una carica fantastica che gli fa compiere spesso gicose e pensose incursioni in tempi lontani per creare chiaroscuri e analogie con l’attualità..." (Sergio Colomba, Il Resto del Carlino e La Nazione, 10 marzo 2006)
"... Bel colpo. Esponente di punta della nostra negletta drammaturgia contemporanea Edoardo Erba firma una delle più belle novità italiane di questi anni..." (Ugo Ronfani, Il Giorno, 14 marzo 2006)
Animali nella nebbia
Due atti. Sei personaggi. Dramma.
In
un giorno di nebbia si svolgono contemporaneamente due eventi: una battuta di
caccia e una sacra rappresentazione. Ma la caccia è disturbata dalla
presenza di un ragazzo combattivo che col tamburo mette in fuga gli animali.
E la sacra rappresentazione è complicata dall'intervento di una scenografa
improvvisata che di sua iniziativa decide di appendere tre uomini a croci che
dovrebbero essere vuote. Scende il buio e la nebbia crea un muro che impedisce
ogni spostamento. Mentre la scenografa passa una notte di violenza e di oscuri
presentimenti con un cacciatore e sua moglie, la processione viene sospesa.
Ma poichè nessuno sa dei tre appesi, nessuno li soccorre. Il teatro diventa
realtà, e la rappresentazione si trasforma in vera passione.
Dalla
stampa:
"... un finale drammatico che sbuca da premesse di acre comicità, tra crisi e scoperte sentimentali, condotto dall’autore con abilità da equilibrista... " Franco Quadri, La Repubblica, 14 Novembre 2005)
Muratori
Due atti. Tre personaggi. Comico.
Due muratori sono al lavoro di notte per chiudere con un muro il palcoscenico di un teatro in disuso: l'area è stata ceduta al supermercato confinante che deve ampliare il magazzino. Ma in teatro ci sono presenze pronte a uscire come topi per spalancare voragini di emozioni. E i due muratori sono protagonisti dell' incontro con una enigmatica e sensuale signorina Giulia che li travolge e li cambia.
Dalla stampa:
"... la scrittura scenica di Edoardo Erba ha il talento di conciliare la naturalezza della vita quotidiana con la verità dei sentimenti umani come avviene nella trascinante commedia Muratori..." (Tiberia De Matteis, Il Tempo , 29 novembre 2002)
" ... l'intelligente e divertente testo, che si pone con indubbia originalità nel panorama della stagione teatrale..." (Renato Ribaud, L'Avanti, 1 dicembre 2002)
"... Edoardo Erba punta sul sogno invincibile del teatro, capace di illudere e coinvolgere, e lo fa con garbo, una vena comica e sentimentale, un'ironia e capacità di sostenere sino alla fine il lavoro, che diventa spettacolo di rara godibilità..." (Paolo Petroni, Corriere della Sera- Roma, 30 novembre 2002)
"... divertente e misuratissima parabola con la quale Massimo Venturiello debutta nella regia... sulla base di uno spunto semplice quanto felice, Erba riesce a fare la quadratura del cerchio..." (Rossella Battisti, L'Unità , 4 dicembre 2002)
Senza Hitler
Due atti. Quattro personaggi. Drammatico - grottesco.
In
una dimensione parallela, Hitler viene promosso all'esame dell'accademia di
Belle Arti e realizza il sogno della sua giovinezza: diventare pittore. Dipinge
quello che nella nostra dimensione ha fatto: guerra lampo, campi, massacri,
camere a gas. A sessant'anni, quando sta per emergere dall'anonimato dopo una
vita di frustrazioni artistiche, viene intervistato da una giovane giornalista
emergente: Anne Frank.
Dalla
stampa:
" … Erba reinventa l’esistenza del micidiale Don Chisciotte di Monaco attribuendogli una carriera di pittore mediocre… In questo crepuscolo di dei mancati, restituisce il ritratto di un genio di bassa lega, e plasma il rifugio di una sottocopia di Shiele o di Grosz…” (Rodolfo Di Giammarco, La Repubblica, 20 novembre 2006)
Dejavu
Tre atti. Tre personaggi. Drammatico.
Due amanti, un ragazzo e una donna in età, si ritrovano nel giardino di una villa. Il ragazzo è sposato e ha mille remore a tradire la moglie. La donna invece lo vorrebbe tutto per sé e cerca di trattenerlo. I due si appisolano sul prato e si risvegliano in una notte drammatica: mentre balena il sospetto che siano madre e figlio, un prete in fuga rivela che un'incidente nucleare ha contaminato la zona. Sono svegli oppure stanno sognando? Se è un incubo, la realtà è ancora peggiore...
Venditori
Due atti. Sei personaggi. Comico-drammatico.
Un venditore viene licenziato con uno sporco intrigo del suo direttore, impegnato nel piano di ristrutturazione dell'azienda. A sua volta il direttore viene licenziato dall'amministratore delegato perchè, pur eseguendo fedelmente gli ordini, ha licenziato troppo e ormai è inviso alla forza-vendita. In una notte di deliri chimici, dove i sogni prendono la consistenza della realtà, un'autostoppista si erge a rappresentante delle consumatrici e licenzia in tronco l'amministratore delegato.
Dalla stampa:
"... La trovata vincente sta nel mischiare alla facciata pubblica tecnicamente spietata una visione privata che la contraddice tra smash tennistici col telefonini, vocazioni operettistiche, mogli fedifraghe e manager travestiti, nonché orgasmi sadomaso su parole d'ordine commerciali..." (Franco Quadri, La Repubblica , 13 settembre 1999)
" ... una catena di catastrofi che si snodano ritmate da un esilarante linguaggio di categoria, tra cellulari che squillano e cinci superazionisti teutonici... " (Magda Poli, Il Corriere della sera, 29 ottobre 1999)
L'uomo della mia vita
Quattro quadri. Tre personaggi. Comico.
Un ragazzo racconta dal futuro la notte in cui è stato concepito, che è poi la notte in cui i suoi genitori si sono incontrati, amati e odiati per la prima volta. Lei è una borghese new age estroversa e logorrica. Lui un proletario astioso e taciturno. Non ci fosse il ragazzo a testimoniarlo, nessuno scommetterebbe sull'esito positivo del loro incontro.
Dalla stampa:
"C'è sempre un elemento stravolgente a conferire un tocco avvenieristico alle acute riflessioni sulla contemporaneità scritte da Edoardo Erba..." (Franco Quadri, La Repubblica , 10 Maggio 1999)
"Se si fosse dato un nomme de plume americano invece di chiamarsi con un nome sfacciatamente padano, di Edoardo Erba si sarebbe detto ieri ecco il nuovo Allen, e oggi ecco il nuovo Mamet. " (Ugo Ronfani, Il Giorno , 14 Maggio 1999)
Vaiolo
Due movimenti. Quattro personaggi. Comico.
Nel primo movimento di Vaiolo un archeologo e un professore si incontrano su un palcoscenico ben conservato, ultimo ritrovamento di una civiltà del futuro che ha dimenticato cos'è il Teatro. La riflessione del professore, logicissima, fa luce sul problema: il Teatro era una sorta di ospedale dove si curava una malattia ormai estinta, il vaiolo.
La scena del secondo movimento avviene ai giorni nostri: la crisi verticale è già in atto, ma i protagonisti non se ne accorgono. In realtà quello che si vede sulla scena è la riproposozione della serata della consegna dei Biglietti d'Oro Agis1996. Tranne che i premiati, chiamati sul palco con nome e cognome, sono già fantasmi.
Dalla stampa:
"Merita un bel concorso di pubblico, merita di diventare un avvenimento teatrale di culto ma nel senso più popolare e demolitore che ci sia. Merita davvero di essere eletto a piccola enciclopedia tascabile della Morte del Teatro... " (Rodolfo Di Giammarco, La Repubblica , 16 Gennaio 1998)
Buone notizie
Due atti. Due personaggi. Comico-drammatico.
Due donne vanno porta a porta a predicare la fine del mondo che si avvicina. Mischiando citazioni di versetti sacri, affermazioni paradossali e luoghi comuni, ripetono la loro verità davanti a un Ospite che non vediamo e che ci inquieta.
Mesi, forse anni
dopo, le due sorelle tornano nello stesso luogo, ma in una situazione radicalmente
cambiata. Nel mondo è avvenuto qualcosa di irreparabile e l'Ospite probabilmente
non è umano.
Dalla
stampa:
"... a colpi di sorriso, nella precisa messa in scena allusiva di Massimo Navone, le svampite pie donne ci introducono ad un terrore che ci riguarda..." (Franco Quadri, La Repubblica , 30 luglio 2002)
Il capodanno del secolo
Due atti. Sei personaggi. Comico-drammatico.
Due amici si fanno prestare un appartamento nel centro di una città storica per passarci, con moglie e fidanzata, la mezzanotte di fine millennio. Nell'appartamento trovano un soldato convinto di vivere in stato di guerra: per lui i botti che si sentono non sono fuochi artificali ma colpi d'arma da fuoco. I due non gli credono, ma quando - aprendo la finestra - uno di loro viene ferito, la guerra entra in casa.
Vizio di Famiglia
Due atti. Cinque personaggi. Comico.
Delusa da esperienze sentimentali negative, una donna decide di affittare una famiglia per passarci le vacanze. Entra in un'agenzia dove un abile venditore riesce a darle in affitto una famiglia normalmente orribile. Dopo un giorno di permanenza in casa la poveretta chiede all'agente di chiudere il contratto. Ma ormai non si può più, perchè nell'entusiasmo di compilare il prestampato, la donna ha firmato per dieci anni.
Dalla stampa:
"... Edoardo Erba possiede uno sguardo solo in apparenza leggero e morbido sul mondo, un approccio attento, ironico , divertito sulla vita e una scrittura alla ricerca costante di musicalità e ritmo..." (Magda Poli, Il Corriere della sera , 3 dicembre 1996)
" ... colpisce per la sua capacità satirica, il ritmo incalzante delle situazioni, l'abilità di evocare umoristiche catastrofi e la capacità di collegare gli archetipi della commedia brillante (Simon, Coward) ai modi del ridere e dell'irridere del nostro tempo..." (Ugo Ronfani, Il Giorno , 6 dicembre 1996)
"... Un copione dal surrealismo grottesco, divertente e intrigante per malanni e delusioni e vizi visti in chiave moderna" (Odoardo Bertani, L'Avvenire , 4 dicembre 1996)
"... Edoardo Erba colpisce con battute a raffica lo sfascio della famiglia di fine secolo.. " (Franco Quadri, La Repubblica , 19 dicembre 1996)
Gronchi Rosa
Monologo. Drammatico.
Un uomo confessa il suo peccato: per anni ha falsificato francobolli rari per conquistare una donna particolare, appassionata di filatelia. Quando l'ha avuta, se ne è presto stancato. E lei si è ammazzata.
Maratona di New York
Atto unico. Due personaggi. Comico-drammatico.
Due amici si allenano per partecipare alla Maratona di New York. Ma è una strana notte e uno dei due non riconosce il percorso, nè ricorda come è arrivato lì. Scoprirà di aver avuto un incidente stradale e di essere in coma.
Dalla stampa:
"Da vedere. Assolutamente da non perdere quest'ora di teatro con due attori che per tutto il tempo recitano e corrono... questo testo che cita e polverizza in estenuanti falcate i massimi sistemi..." (Rodolfo Di Giammarco, La Repubblica, 25 febbraio 1993)
"L'inglese David Storney avrebbe inidiato a Edoardo Erba l'idea che sta alla base di Maratona di New York... il fascino stordente, noto ai primitivi, della scansione ritmica senza variazioni, qui data dal passo cadenzato dei maratoneti..." (Masolino d'Amico, La Stampa , 24 febbraio 93)
"... qui sta la forza di questo piccolo, misurato, e ben articolato testo di Erba: nello scarto poetico che propone in prospettiva, senza insistere in alcun manierismo o caduta sentimentale... " (Paolo Petroni, Il Corriere della sera , 1 marzo 1993)
"... dotato di grande fascino teatrale, arriva fino a una sorta di iperrealismo che sfuma nell'astrazione..." (Dante Cappelletti, Il Tempo, 11 gennaio 94)
"L'operina di Erba è un gioiello di giustezza psicologica, di surrealtà quotidiana, di rigore logico applicato ai tempi della finzione teatrale..." (Ugo Ronfani, Il Giorno , 25 febbraio 94)
Tessuti umani
Atto unico. Tre personaggi. Comico-drammatico.
Durante un'autopsia, il morto si alza e comincia a parlare col dottore e con la dattilografa. Non ha la minima idea di chi fosse quand'era in vita e chiede spiegazioni.
Dalla stampa:
"... Tessuti umani, storia sinistra e strana, ha sconcertato e colpito allo stomaco...."(Magda Poli, Il Corriere della sera , 12 Maggio 92)
"... Giocata sui toni dello humor nero, la vicenda è condotta con ritmo e non è priva di momenti esilaranti... " (Stefania Grassini, Il Giornale, 13 maggio 92)
Quattro atti. Sette personaggi. Drammatico.
La drammatica storia d'amore e di droga di Achille Varzi, pilota di formula uno e rivale storico di Tazio Nuvolari.
Dalla stampa:
"... Una storia d'amore abilmente costruita sui risvolti privati... " (Paolo Petroni, Il Corriere della sera , 28 luglio 92)
Porco Selvatico
Due atti. Quattro personaggi. Comico-drammatico.
Un uomo entra in un bar e si accorge che al posto del lampadario c'è un tizio appeso. Animato da buoni sentimenti, l'uomo vorrebbe liberare il poveretto, ma il barista e la sua donna - che forse sono gli aguzzini forse le vittime della situazione - lo confondono al punto che alla fine sarà proprio lui ad ammazzarlo.
Dalla stampa:
"... This is an enlightening and thoroughly by entertaining night at the theatre. By all means go see if you can..."
(Critic's Choice. Dai Kornberg, Drama-Logue 28 Febbraio-6 Marzo 1991)
" ... Erba's ominously funny and disturbing tale is an existential close encounter, a confrontation with the savage heart of darkness that lurks deep in the repressed recesses of our civilized soul..."
(Clifford Gallo, Reader, 1 Marzo 1991)
"... In spite of its abstractions and flaws Porco Selvatico succeds because its point - that each of us is capable of far more evil than we thought possible - has so much terrifyng truthturstyurs..."
(Deborah Klugman, Village Voice, 1-7 Marzo 1991)
La notte di Picasso
Atto unico. Due personaggi. Comico-drammatico.
Due ricoverati si trovano ogni notte nel corridoio di un manicomio per scrivere un film. Da anni però il lavoro si è arenato sul modesto particolare di una scena secondaria. In una notte di furore creativo, dopo aver fondato l'arte del prossimo millennio, uno dei due si rende conto di essere il Messia.
Dalla stampa:
"... Tra dialoghi esilaranti, fantasiose elucubrazioni e voli improvvisi nei cieli del possibile, si impone una logica che nella sua indipendenza dai nessi consueti è un vulcano di inventività e di ferrea insesatezza... " (Marco Caporali. L'Unità, 8 maggio 1990)
"... La perla del Teatro Patolologico... " (Marco Caporali. L'Unità, 20 maggio 1990)
"... Ambientata in uno shock corridor in disuso, piastrellato di maiolica bianca, la piece rivela una straordinaria verve comica..." (Nico Garrone. La Repubblica, 20 Maggio 1990)
" ... Due matti da slegare con le loro ossessioni al limite fra la follia e la creatività, la tenerezza e la violenza. Idee fantasiose, deliri, insulsaggini esilaranti..." (Il Ridotto, Giugno 1990)
" ... The mixed sense of fun, perversion and surrealism... All the life is in the mind and the reality is wahtever you choose it to be..."
(Sylvie Drake, Los Angeles Times, 29 Gennaio 1991)
"... Shade of Backett, Ionesco and Kafka pervade this humorous, well-wrought one-act py Italian playwright Edoardo Erba..."
(Reader, 1 Febbraio 1991)
"... It's Kafka! It's Kaka with humor..."
(Polly Warfield, Drama-Logue, 24-30 Gennaio 91)
""... It recalls the humor of Gogol, with the Charm of Italo Calvino and Fellini"
(LA Weekly, 1-7 Marzo 1991)
Ostruzionismo radicale
Monologo. Comico.
Gli ultimi venti minuti del discorso di un parlamentare impegnato da 48 ore in una maratona oratoria. Stremato, l'uomo non sa più a quale legge si sta opponendo e delira mischiando idee politiche, bisogni fisici e frammenti di autobiografia.
Dalla stampa:
"... Virtuosismi di scrittura teatrale di sicuro pregio, con un occhio al Beckett dell' Ultimo nastro di Krapp, con quel rovesciare parole e ricordi nel vuoto, con la speranza - neanche troppo evidente - di lasciare comunque un segno in un mondo di generale indifferenza... " (Nicola Fano, L'Unità, 24 settembre 1986)
"... bella vena crudele e malinconica..." (Renato Palazzi, Il Corriere della sera, 28 settembre 1986)